fine-mondo-storto_webPoniamo il caso che il mondo sia malato. Poniamo, pure, il caso che gli uomini siano malati e sopraffatti da una quasi innata deficienza metale ricercata. Poniamo, infine, il caso che tutto questo porti il pianeta Terra a ripartire dall’anno zero.

I tre casi posti li ha affrontati di petto Mauro Corona nel suo libro “La fine del mondo storto” (Mondadori – 160 pag.) chiedendosi: cosa accadrebbe se il mondo dovesse fare a meno delle materie combustibili? Ecco, che cazzo accadrebbe? Un caos totale, una guerriglia di pazzia mentale e colpi di frusta sulle proprie schiene. Un’apocalisse, insomma. Ed è, più o meno, quello che si legge nelle pagine scritte dall’eclettico Corona, già autore di Bestsellers tra una scalata alpinistica e una nuova scultura.

Si sa che grazie all’era contemporanea l’uomo ha assunto un atteggiamento pigro. Molte cose vengono lasciate al caso o semplicemente al frutto della passione. Le luci elettriche illuminano i volti del vicino o dell’amante e il gas offre alimento al fuoco per combattere la fame. All’improvviso, però, tutto questo viene a mancare e gli uomini sono costretti a rimediare. Ed ecco che si riparte da zero, dall’anno zero in cui il genere Homo Sapiens era costretto a cacciare con lance di legno o ad illumanare il pianeta con il fuoco prodotto dal sole. Le case sono ormai buie perché gli interruttori hanno smesso di funzionare. E dunque, che si fa? Si comincia a dare in pasto al fuoco tutto ciò che in tali condizioni non serve. Si bruciano libri, biblioteche, sculture in legno, quadri e, addirittura, immagini raffiguranti il Cristo date alle fiamme dagli stessi portatori della parola religiosa sulla Terra. Il denaro non serve e viene bruciato. La Mondadori di Milano, ormai svuotata dei libri, diventa una stalla per rafforzare il bestiame ora fondamentale per vivere ancor più di prima.

Gli uomini, messi alle strette nelle medesime difficoltà, cominciano a collaborare e a comunicare come mai hanno fatto prima. Viene messa da parte la pigrizia. L’odio non è più cosa nota e il sesso, gioco passionale ai primi posti delle classifiche, non trova riferimenti perché l’energia fisica umana è inconsistente. Tutti gli individui assumono un ruolo importante nell’artigianato. Gli agricoltori e gli ingegneri dell’arte del fai-da-te diventano dei saggi a dispetto dei ricchi banchieri, politici e calciatori che le mani non le hanno mai sapute usare se non per trafficare denaro tra le dita. I giornalisti non hanno più carta su cui scrivere ed ecco che cominciano ad utilizzare i muri per diffondere le poche notizie acquisite.

Tutto pare filare liscio verso il ricominciare da capo. Ma gli uomini abituati a lamentarsi non perdono il vizio neanche sotto tortura del mondo e ciò che sembrava un nuovo inizio verrà oscurato da alcuni omicidi in nome della complicata ripartenza.

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