Dacia-Maraini*già pubblicato su RadioSapienza (articolo a cura di Michela D’alessandro)

Il libro, vincitore della 50° edizione del Premio Fondazione Il Campiello, racconta dodici storie che hanno in comune la violenza, sia fisica che psicologica, da parte di uomini incapaci di capire il vero senso dell’amore. Soffermandoci sull’etimologia di questa parola, spesso sulla bocca di tutti, ci si accorge che non può essere scomposta: la sua radice infatti significa sè stessa; dal latino vuol dire “a-mors”, senza morte. In alcune delle storie presenti del libro, è proprio la morte che prevarica sulla vita, prima ancora che sull’amore. Gli atti compiuti da questi uomini non parlano di sentimenti, né tanto meno di amore. La violenza, la possessione, l’ossessione, la pazzia sono ciò che si nasconde dietro le vite distrutte di queste bambine, ragazze, donne, ma prima di tutto persone. Dacia Maraini ha cercato di oltrepassare il tema della spettacolarizzazione del femminicidio, per capire perché in questi ultimi anni è cresciuto in modo ingente il numero delle donne uccise, soprattutto in famiglia.

L’uomo essendo un animale è per natura violento e sta alla cultura, all’educazione e alla politica il compito di limitare l’istinto alla violenza.

In una società, in una cultura di mercato dove l’unico scopo è essere “dei bravi compratori” si è andato perdendo il motivo di questi atti brutali. La prima cosa da fare è un’analisi del male. Fin dall’antichità si è cercato di capirlo nella sua opposizione lessicale al bene e gran parte dei filosofi hanno individuato un significato metafisico e uno morale. Nel 2013 non basta individuare il male, ma affrontarlo. Oramai non può più essere nascosto, i rimedi ci sono e devono essere messi in pratica. Attraverso un cambiamento della cultura si possono fare enormi passi avanti. Non possiamo permetterci che il silenzio uccida le donne, che la gelosia, non quella “sana” ma patologica, metta in un angolo ambizioni, carriere, amicizie, cambiamenti, sorrisi.

Resistere prima per ribellarsi poi: una rivoluzione sociale collettiva che può cambiare un luogo comune.

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