*già pubblicato su aphorism.it

Salvati_lei_usa_rete_io_amoVittorio Salvati è uno che la sa lunga e l’accordo con cui entra in “Lei usa la rete io l’amo” è uno di quelli che fa del buon pop-rock. Sia chiaro da subito: il pop-rock è per me musica buona e la carta che completa questo libro sembra reggere tutte le note musicali andando dall’alto al basso come in un pentagramma. Questa è la sensazione offerta dalla stesura cadenzata che senza pregiudizi passa dal pensiero quotidiano all’immagine vissuta, dall’attimo alla condensazione poetica.
In prima battuta posso annunciare che non esiste riferimento a pagine, nel senso che queste non vengono numerate come nei romanzi abituati a leggere. C’è, invece, l’esaltazione del numero dinamico accolto in seicentonovanta (690) aforismi, pensieri, riflessioni e mini racconti dal protagonismo filosofico già nato (vedi Platone – Aristotele) e attuale. Lei usa la rete io l’amo è un libro carico di ironia che sta al passo dei tempi nel nostro tempo. Salvati ha frequentato la rete (e probabilmente continua a farlo), l’ha studiata prendendo in prestito la matrice solare e divertente ma anche profonda e intelligente che spesso i Social Network quali Facebook, Twitter e Youtube sanno offrire grazie alla variegata presenza di personaggi umanipocoumani da sempre oggetti da campo per studi sociologici.
Salvati chiede nel “Prologo necessario” riferendosi ai sistemi virtuali della società: “Cos’è che spinge artisti, letterati, politici, ma anche gente comune a tenerne uno?”. Ci sono tante motivazioni e per comprenderle bisognerebbe bussare alla porta di ingresso. Certamente riceveremo, tutti, una risposta già data ad altri. Ma entreremo lo stesso senza pensare troppo alle conseguenze che, vuoi e vogliamo, si specchieranno con la realtà di ognuno. Ognuno, poi, costruisce la propria immagine e fa del canale ricco di insidie la personale visione e agisce secondo le proprie condizioni.
Quanti di noi avranno pensato, anche una sola volta, “e se quella poesia l’avesse scritta Pavese (o che so io: Baudelaire) e non io, che effetto avrebbe sulla gente?”. Salvati che, come detto all’inizio la sa lunga, dice questa verità: “Se sei capace di dire solo cose banali puoi farle diventare interessanti semplicemente attribuendole a personaggi famosi”.
Lei usa la rete io l’amo è un libro che va preso e sfogliato senza indirizzo da capitolo come si fa con la poesia perché tra Amore, Arte, Filosofia, Immaginazione e Codicilli Ex Libris troveremo certamente il numero da affiancare al pensiero della nostra giornata.

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