mandami

*già pubblicato su Reader’s Bench

Il titolo è già importante: Mandami tanta vita. È una volontà, una richiesta d’aiuto, un bisogno. Un augurio. Lo sintetizzerebbe così lo scrittore romano Paolo Di Paolo.

Quando si chiede qualcosa a qualcuno si aspetta sempre una risposta positiva. Fa parte dell’animo umano, della condizione dell’essere condivisore degli spazi della Terra. Ma si sa che non sempre è così. Bisogna avere il diritto di sognare.

E allora Di Paolo racconta la storia di Moraldo, un ragazzino arrivato a Torino per sostenere degli esami universitari. È il 1926, l’anno secondo la storica statistica eventi della creazione di Michey Mouse, noto personaggio della Walt Disney. Ma anche dell’attentato a Benito Mussolini da parte del giovane studente bolognese Anteo Zamboni, poi linciato dalla folla, e della nascita delle squadre calcistiche Napoli e Fiorentina. Ma il narratore capitolino racconta un’altra avventura. Ed è giusto così.

È il 1926, dicevo. Il calendario prevede i festeggiamenti per il carnevale. Moraldo fatica sui testi universitari di filosofia, dipinge caricature e ammira un coetaneo ventiquattrenne. Si chiama Piero e alla sua giovane età ha già fondato riviste, una casa editrice e combatte la politica autoritaria, cannibale di speranze e prodotti da coltivare. Piero lascia l’Italia. Se ne va a Parigi in cerca di un futuro migliore. Ha una moglie, Ada, e un bambino nato da un mese. A Parigi fa freddo e tutto appare oscuro. Si ammala. Anche Moraldo si ammala. Ma non è la stessa malattia a possedere i corpi dei due ragazzi.

Piero è affetto dalla grande voglia di fare, progredire, costruire. Resta a letto per qualche giorno prima di riprendere a correre con le gambe possenti dell’età. Moraldo è malato d’amore. Quando arriva nella Capitale piemontese scopre di aver scambiato la valigia con quella di uno sconosciuto. Lo sconosciuto si chiama Carlotta, virus del cuore e fotografa di strada. Anche Carlotta andrà a Parigi dopo aver recuperato la sua valigia e quindi incontrato Moraldo.

Quale migliore occasione poteva capitare a Moraldo se non quella di partire verso la Tour Eiffel con l’intento di mettere in gabbia i due piccioni? Va. Va a Parigi con la speranza di incontrare Carlotta e Piero mito del suo tempo.

Di Paolo descrive i sentimenti, i luoghi, le volontà dei personaggi con la disinvoltura nota dei grandi autori. Alterna con ritmo cadenzato la vicenda di Moraldo – Carlotta con quella di Piero. Le pagine accolgono piccoli capitoli che invogliano il lettore a proseguire, ad andare avanti per scoprire la fine. Mandami tanta vita è un po’ la storia del nostro tempo. La storia di qualcuno che ce l’ha fatta ma propedeutico a dare di più. La storia dell’amore per caso. La storia di un sognatore.

Paolo Di Paolo è nato a Roma nel 1983. Nel 2003 entra in finale al Premio Campiello Giovani e, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte, al Premio Italo Calvino. È autore tra l’altro di Ogni viaggio è un romanzo (2007) e di Raccontami la notte in cui sei nato (2008). Per Feltrinelli ha pubblicato Dove eravate tutti (2011, Premio Mondello e Premio Vittorini) e, nella collana digitale Zoom, La miracolosa stranezza di essere vivi (2012). Mandami tanta vita si classifica al terzo posto del Premio Strega 2013.

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