tuttomio-671x1024*già pubblicata su aphorism.it

Metti Andrea Camilleri a scrivere, a raccontare. Metti lo sfondo erotico sul desktop della mente. Metti una serie di omicidi nel “Tuttomio”, che è titolo di questo romanzo. Ma anche il luogo in cui accadono i delitti: una soffitta dominata da una testa di vacca e dalla presenza di Stefania, l’amica invisibile di Arianna.

Camilleri non dichiara che l’amica è invisibile. Ma lo si percepisce quando questa più che apparire, scompare. La voce, poi, la sente solo Arianna, 33 anni, sposata con Giulio e protagonista delle uccisioni. La vita di Arianna non è per niente condivisa con rose e fiori: da piccola sosteneva il peso della bellezza. Un peso che spingeva soggetti parentali poco affidabili ad abusare di lei. E quando questo accade è difficile superare l’ostacolo dell’ostacolo; al massimo si agisce come fa Arianna: diventi pazzo.

Già, perché Arianna è pazza. Sia chiaro: questa è una mia confessione da lettore. Perché Andrea – Camilleri – non dichiara pazzia allo stato mentale della giovane donna. Ma come definiresti, tu, una donna di trentatré anni con un’amica invisibile nella soffitta e una testa di vacca a dominare il luogo, e che uccide gli uomini con cui va a letto? Una pazza. Anche se il dettato viene dalla storia.

Insomma, dicevo sopra, che Arianna – la pazza – e Giulio sono sposati. Giulio è un signorotto di mezz’età indaffarato tra contratti e contrattini per portare avanti chissà quale lavoro imprenditoriale. Uno di quegli uomini con fede anulare mai avuta quando si tratta di tradimento sessuale.  Ma Giulio, in realtà, non può tradire. Perché è eunuco. Un terribile incidente gli ha eliminato l’organo sessuale. Tradotto: non ha il pene. Ma Giulio è dolce, gentile, premuroso nei confronti di Arianna. Soprattutto quando si tratta di appagamento sessuale. E allora, Giulio lo stratega, crea la condizione che possa soddisfare la giovane moglie: tutti i giovedì c’è l’incontro con un portatore sano di pene – uomo -. Uno per ogni giovedì. O meglio: secondo la regola del gioco l’uomo può incontrare Arianna al massimo per due giovedì consecutivi. Poi niente, ognuno per la sua via.

Tra il mazzo spunta la carta Mario: un ragazzino alle prime armi. Arianna invita Mario a fare sesso. Fanno sesso. Ma Mario si innamora di Arianna. E pure Arianna si innamora di Mario. Succede il finimondo. Perché tra le regole del gioco, oltre a quella che vede Giulio presente seppur solo con la vista a ogni atto sessuale, c’è il divieto di provare sentimento. Dunque accade che il giovane e la giovane cominciano a frequentarsi all’insaputa di Giulio. Accade che l’uno non riesce a fare a meno dell’altra. Poi accade che Mario, il giovane ficcanaso, muore ucciso nel “tuttomio”.

Con questo romanzo Camilleri sta al giallo, l’erotico e la cronaca vera. Perché la storia è ispirata dal delitto Casati Stampa, anche noto come delitto di via Puccini, avvenuto a Roma il 30 agosto del 1970. In questa tragica occasione il marchese Camillo uccise la moglie Anna Fallarino e il giovane amante Massimo Minorenti prima di suicidarsi. Anche Camillo amava osservare la moglie mentre faceva sesso con altri uomini. 

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