football_clanIl Clan è servito. E in questo caso, il Clan, è quello del Football. Il calcio, insomma.

Il mondo pallonaro italiano “è diventato lo sport più amato dalle mafie”. Lo dicono gli autori di questo libro, Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo che raccontano, narrano vicende di boss appassionati dai calci alla sfera. Una passione che, a dirla tutta, non è come quella del parmigiano sulla pasta asciutta; è una passione territoriale: bande armate di sentimenti a proiettili lottano, si ammazzano per il potere regionale. Che può essere quello del sud d’Italia, spesso soggetto prigioniero, ma anche del nord. Nessuna distinzione del colore della maglia quando a prevalere sono gli interessi.

Allora si raccontano storie, una a una, ma il filo conduttore è sempre lo stesso. In tribuna ci sono i capi, sul campo i calciatori. A volte ignari del mondo che sta là fuori.

Si raccontano le storie di Roberto Sosa, “El Pampa”, quello che ha fatto sognare la Napoli calcistica con le prodezze che hanno portato la squadra dall’inferno della serie C al purgatorio della B, poi al paradiso della A. Storie di minacce, storie di “fai quello che ti dico o ti uccido”. Il calciatore argentino è solo uno dei tanti protagonisti contrari: minacciato, deriso, schiaffeggiato da sicari della malavita e costretto a fuggire da un posto, il calcio, che per anni gli ha dato da mangiare.

C’è la storia di Giuseppe Sculli, giovane atleta con un futuro da predestinato. Ma anche col presente parentale da sacrificio. Sculli infatti è nipote di Giovanni Morabito, tra i capi clan più noti, un pallone d’oro della mafia, insomma. Si racconta che il giocatore non ha mai rinnegato questa parentela. Giusto così. Ma è proprio questa a mettere il bel Giuseppe nella condizione pericolosa che si traduce col rapporto da intoccabile per la curva del Genoa. Perché “Giuseppe è uno di noi”, dico gli aizzacori.

Di storie così, solo accennate, ce ne sono tante. Oltre 290 pagine di sport oscuro, di un dietro le quinte che nulla ha da invidiare al cinema. Storie che, in effetti, sono anche diventate pellicole. “Football Clan” le racconta attraverso le esperienze di un Magistrato e di un giornalista, attori consapevoli della presenza di un copione losco.

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