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Tre storie. Tre albe. Tre personaggi uguali che non si incontrano mai. Un paradosso, certo. Ma pur sempre qualcosa di eccezionale narrativamente scrivendo. E la storia, che nasce dalla buona penna di Alessandro Barrico, è un autentico momento di luce naturale che cresce e rimpicciolisce con lo stesso passo d’età dei protagonisti.

I tre racconti sembrano fatti apposta per essere unici. In effetti è così, sono unici. Appaiono creati a immagine e somiglianza di un piccolo gruppo di persone inventate, mai così vere. Ma questi, quelli della storia, non si conoscono. Ma si riconoscono, differenza fondamentale per dire che ognuno sa cosa accade all’altro, quando accade e perché.

“Queste pagine raccontano una storia verosimile che, tuttavia, non potrebbe mai accadere”, precisa con una nota iniziale Baricco. Niente di più vero stando alla realtà temporale conosciuta, quella scandita dal battito dell’orologio. Ci sono due fidanzatini che si baciano, si strusciano, quasi fanno sesso nella hall di un albergo. C’è il portiere di notte che li guarda, li scruta, chiede loro di andare nella stanza che hanno affittato. Ma niente. Quelli stanno lì a fare le cose che vogliono fare. E non si spostano. Almeno per un po’. Perché poi, stufi del chiacchiericcio che disturba la passione, se ne vanno. Uno dei due se ne va. L’altro, lei, resta nella hall perché deve chiedere degli asciugamani. Che strano: gli asciugamani. Alcuni alberghi non li piazzano dove devono essere piazzati perché trasformati in souvenir da clienti poco asciutti. Ma non è questo il caso. Perché i panni di cotone stanno là dove devono stare. Inizia così un dialogo che sembra più un interrogatorio tra la ragazzina e il controllore, lo stesso che nell’altro racconto (il secondo) viene la agente speciale della polizia. Quella che nel terzo, poi, viene legata all’abuso psicologico di un bambino, che prima era il fidanzatino che si baciava nella hall dell’albergo. Il nucleo delle vicende arriva proprio all’alba. Vuoi perché ci si sveglia, vuoi perché è il momento del sesso, vuoi perché si deve scappare. Da cosa, poi, lo si capirà leggendo.

Le storie procedono con ritmo veloce visto che diverse pagine sono occupate da fitti dialoghi a mo di botta e risposta. Quando Baricco decide di narrare qualcosa di più, lo fa dal punto di vista del personaggio scelto come principale del raccontino. Che è piuttosto corto, tre volte le 94 pagine di nero su bianco.

Tre volte all’alba – Alessandro Baricco

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