Giansoldati_Davide_Era_Notte_Buia_Tempestosagià pubblicata su aphorism.it

“Era una notte buia e tempestosa”: è senza dubbio l’incipit letterario più famoso del globo terrestre. Talmente famoso che da uno è passato all’altro, e dall’altro a un altro ancora. L’origine però va assegnata all’inglese Edward Bulwer-Lytton che conia questa celebre frase per il racconto Paul Clifford. Da qui il passaggio ci porta al conosciuto personaggio animato Snoopy, che ne faceva uso in diversi capitoli della storia, ad Andrea Camilleri che sceglie questo esordio per uno dei suoi libri, ad Umberto Eco che dichiara che il primo passo de “Il nome della rosa” prende spunto proprio da qui. Non solo e per essere chiari, “Era una notte buia e tempestosa” è anche il titolo di questo libriccino. Si aggiunge: piccoli esercizi di scrittura creativa.
È proprio così, un libriccino di novantacinque pagine scritte in caratteri piccini che porta il lettore a non essere solo lettore, ma anche utente di scrittura per una serie di consolati da carta a penna.

“Questa guida si propone di aiutare il lettore/scrittore a capire qual è la tecnica e l’ispirazione che ha dato vita agli incipit più famosi e interessanti e a riflettere sul meccanismo che li ha creati. Una volta compiuta un’analisi della oro tipicità e originalità il lettore è invitato a provare egli stesso nuovi inizi, sull’esempio di quelli degli autori famosi ma anche a trovare i propri, nuovi e originali”, si legge sulla quarta di copertina. Niente di più analiticamente corretto per una serie di pagine che, uno degli autori Davide Giansoldati, consiglia di leggere “quando fuori c’è il sole”. Non sarà certo la temperatura esterna a fare la differenza. Però è carino credere che davvero tutto possa iniziare così, con una bella giornata e magari qualche uccello migrante che si fa sentire solo per il rumore del becco. La storia poi avrebbe lo sviluppo che ogni scrittore desidera. Ma intanto è bene sapere come si fa, eliminare il primissimo dubbio che spesso ci porta a dire “Da dove inizio?”.

Eccolo qua, allora, il nastro di partenza suggerito: “Era una notte buia e tempestosa”. E poi morti o vivi, amori o dissapori. Una storia, insomma.

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